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Animatrici vocazionali al convegno C.N.V.

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Domus Marie - Roma, 3 - 5 gennaio

 

Le nostre consorelle, animatrici vocazionali hanno partecipato al Convegno Nazionale Vocazionale che si è svolto a Roma dal 3 – 5 gennaio ca. Il convegno è stato per loro non solo un momento di formazione attraverso input di riflessione biblico-teologica, pedagogica ed esperienziale ma anche di scambio tra i vari operatori di pastorale vocazionale, in un cammino di preghiera e di condivisione fraterna.

Ecco la loro impressione:

 

 

Nella “Tenda della Testimonianza”: narratori della vocazione

 

Questo l’affascinante titolo del Convegno Vocazionale annuale promosso dal Centro  Nazionale Vocazioni. È stata per noi un’occasione importantissima di incontro prima di tutto tra di noi, che operiamo in diversi centri giovanili vocazionali, e con la grande famiglia della chiesa in Italia rappresentata dagli oltre 700 partecipanti. In questa tenda ci siamo ritrovati, grati e gioiosi per il dono delle nostre personali vocazioni ed ora ancora più entusiaste per la missione a cui siamo chiamate. Molti i messaggi ricevuti che crediamo possano far bene alle nostre consorelle. Il primo invito  che ci è giunto dal Card. Bagnasco è quello di avere una speranza sempre viva, egli nota nelle diocesi, così come negli Istituti religiosi una pericolosa “Sindrome del Tramonto” per cui l’unico sospiro diventa “ormai”! e dalla testimonianza di Suor Eugenia Bonetti, una suora non più giovanissima,  è venuto un monito: “Basta con le litanie dei morti”. Padre Amedeo Cencini ci ha trasmesso dei principi molto conosciuti, ma che sentiamo di doverci ripetere ogni giorno: “Essere animatori vocazionali è l’unico modo di essere credenti”. Di qui l’attenzione a sentirsi ogni giorno come chiamati alla spontaneità del comunicare quanto di bello ogni giorno si sperimenta, arricchendo ogni giorno il nostro raccontare con ciò che Dio dice di noi e con la storia che tessiamo con lui.

Ciò non riguarda chiaramente gli “addetti al mestiere”, ma ogni credente. P. Ermes Ronchi ha tradotto tutto in una metafora musicale: raccontare la vocazione è raccontare la polifonia dell’esistenza  tenendo conto che il canto fermo è l’amore di Dio.

Nelle cuffie dei giovani che incontriamo per strada penetreranno i canti di Sion, il canto che riporta ogni uomo alla verità del suo essere se anche noi daremo voce al racconto che Dio ha cominciato già nei tempi antichi e che trova attuazione nella storia di ciascuna di noi.

 

Le animatrici vocazionali

Sr. Carolina, Sr. Caterina, Sr. Cibil, Sr. Elena, Sr. Margaret e Sr. Nora

 

 

 

 
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