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Messaggio della Madre Generale

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Inizio del Capitolo Provinciale

 Jacarepaguà, 14 settembre 2009

Carissime Madri,

porgo il mio fraterno saluto a tutte voi, membri di questa qualificata assemblea. Al mio saluto si unisce quello delle consorelle di tutta la nostra Famiglia religiosa che vi sono state vicine con la preghiera nel periodo preparatorio e lo sono, in particolar modo, in questi giorni di celebrazione dell’evento capitolare.

Il V capitolo della Provincia “Nossa Senhora do Rogate”, si realizza dopo un tempo significativo, vissuto da tutte comunità nello scorso anno, attraverso l’indizione dell’Anno vocazionale per tutto l’Istituto, e nell’anno sacerotale indetto dal Santo Padre per tutta la Chiesa. Inoltre si colloca in prossimità del Capitolo generale, che si celebrerà nel 2010, occasione per dare nuova vitalità alla nostra vita consacrata e alla missione nel mondo attuale.

Sono avvenimenti che nella loro oggettività ci rimandano alla continua fedeltá di Dio presente  e operante nella nostra famiglia religiosa.

Nella vita di ciascuna di voi il Capitolo è un evento di grazia e costituisce una vera esperienza di comunione e di partecipazione dal momento che esso è “l’organo collegiale di governo che rappresenta tutta la Circoscrizione ed esprime la partecipazione, la corresponsabilità e la comunione di tutte le Sorelle della Provincia e con tutto l’Istituto” (cfr Cost. n. 213).

Il Capitolo è sempre un momento di verifica della vostra vita, delle difficoltà e dei progetti che non sempre sono facili da realizzare e può sorgere il dubbio e la stanchezza, ma Gesù nel Vangelo di Giovanni ci rassicura come rassicurò i discepoli smarriti: “ Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv.14,1).

Ascoltare la sua parola e metterla in pratica sarà essere simili “ad un uomo saggio che ha costruito la casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti …  ma essa non cadde perché fondata sulla roccia .” All’uomo saggio che ascolta e mette in pratica ciò che ascolta si oppone l’uomo stolto che costruisce la casa sulla sabbia: al soffiare dei venti, allo straripare dei fiumi, la casa cadde e la sua rovina fu grande. Questa potrebbe essere anche la nostra situazione. Ma dobbiamo aver fiducia che la nostra fede e fragilità sarà rafforzata come lo fu quella degli Apostoli il giorno della Pentecoste con la discesa dello Spirito Santo. Lo Spirito ci rassicura che “se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”. Pertanto animati da una grande fede in Dio e nella sua presenza in mezzo a questa assemblea, che non cerca altro che “Venga il suo Regno”, ci accingiamo a vivere i lavori dei prossimi giorni.

Il tema di questo capitolo “Discípulas Missionárias no Rogate” su cui le comunità hanno lavorato e si sono preparate, mi spinge a  fare alcune riflessioni.  

Chiamati da Cristo i discepoli furono i primi destinatari della sua parola ma anche dello svelamento dei significati nascosti di questa parola (cfr. Mc 4,10), e soprattutto furono chiamati a vivere con Lui. L’evangelista Marco sottolinea questo “vivere con Lui” come primo obiettivo del discepolato. Infatti, quando narra l’elezione dei dodici, dice che Gesù salì sul monte, “chiamo a sé quelli che egli volle … ne costituì dodici perché stessero con Lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni” (3,14). Quindi, la missione non è il primo obiettivo del discepolato, ma lo è una vita di intima comunione col Maestro. Questo, care Sorelle, deve farci riflettere così da mettere al primo posto la cura della vita interiore, vivere la mistica della vicinanza di Dio, o per dirla con le parole del Padre Fondatore essere intus, dentro, in profondità, persone di vita interiore che mettono al primo posto la cura della relazione con Dio.

Ai discepoli, inoltre, è affidato il mistero del Regno, anche se avranno bisogno del dono della Pentecoste per capirlo fino alle sue conseguenze estreme. Ciò su cui l’evangelista Marco misura l’autenticità del discepolato, è la posizione che il discepolo prende nei confronti del Crocifisso, e nella conseguente rinunzia a decidere da sè della propria vita. Questo affidarsi e seguire Cristo, Crocifisso e Risorto, è ciò che differenzia coloro che hanno la fede da quelli che fanno finta di averla, i lupi che si rivestono da agnelli e gli agnelli autentici, che sono tali esteriormente ed interiormente: nel discepolato il Crocifisso è il banco di prova. Il Crocifisso è il termine di discernimento tra i veri discepoli e tra coloro che assumono sia il cristianesimo che il discepolato come un abito esteriore.

Anche questo è un tratto che deve farci pensare per verificare il nostro seguire Gesù, e per passare da una vita a volte vissuta con categorie umane a un’esistenza segnata dalla rinuncia a se stessi, unica via per essere veramente di Dio,  donne profondamente felici e realizzate.

In questi giorni siamo invitate ad avere occhi nuovi e cuore nuovo nel vivere il discernimento ed operare scelte che influiranno non solo sulla vita della Provincia, ma della Congregazione e della Famiglia del Rogate. Ma è solo con la conversione del cuore e della mente che potremo arrivare ad avere un’autentica novità di vita. Soltanto ai piedi della croce possiamo comprendere quanto dice il Vangelo: “Chi vorrà preservare la sua vita la perderà e chi la perderà per causa mia, la troverà”(Mt. 10,38).

Auspico che questo Capitolo sia un’ occasione per vivere l'entusiasmo e la gioia di appartenere a Cristo, Divino Rogazionista, e di portare il Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo, messe spesso disorientata in cerca di un significato autentico da dare alla propria esistenza.

La ricchezza della testimonianza del padre Fondatore, Sant’Annibale Di Francia, l’esercizio delle virtù eroiche della Madre M. Nazarena, e l’esempio di vita di tante Consorelle ci spingano ancor più, in questi giorni, a percorrere l’itinerario dal quale non dobbiamo mai scostarci e che illumina di luce carismatica la Spiritualità, la Vita fraterna e la Missione.

Maria Immacolata, nostra Divina Superiora e Madre, ci accompagni e ci indichi la via da seguire.

Ora dichiaro ufficialmente aperto il V Capitolo della provincia “Nossa senhora do Rogate”.

 

                                               Madre M. Diodata Guerrera

                                                     Superiora generale

 
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