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Saluto della Madre Generale

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Rivolgo il mio saluto a sua Ecc.za  Rev.ma, Mons. José Gea Escolano, Vescovo della Diocesi di Mondoňedo – Ferrol, al signor sindaco e a quanti hanno la responsabilità della vita civile, alla carissima Madre Martina e consorelle, e a tutti i partecipanti.

La presente circostanza dell’inaugurazione del Centro Sociale “Sant’Annibale” finalizzato all’accoglienza dei minori e al sostegno delle loro famiglie ci fa andare con la memoria a quell’8 settembre del 1882, in un piccolo e povero quartiere di Messina, in Sicilia,  Egli così dava inizio a una istituzione benefica, a vantaggio di tanti ragazzi e ragazze, che ancora oggi, in ogni parte del mondo, attraverso le sue figlie e i suoi figli spirituali, ricevono attenzioni, cure, amore e prospettiva di vita.

 Da allora, infatti, come un filo dorato, si sono potute realizzare in tante parti del mondo, sostenuti dalla Chiesa locale, con l’aiuto delle autorità civili e con la collaborazione di volontari e benefattori, opere di evangelizzazione, di educazione e di promozione dando vita alle Opere socio educative di Padre Annibale, poste sotto la protezione di Sant’Antonio di Padova.

In questo cammino la mano provvidente di Dio Padre ha condotte le Suore Figlie del Divino Zelo in terra di Spagna, nel lontano 1959, ad Alzola, poi a Barcelona, a Granollers e a Madrid.  Il 13 settembre 2001 esse giunsero a Burela, nella regione della Galizia, dove mancava la presenza di consacrate. All’inizio fu svolta attività pastorale e vocazionale soprattutto nella parrocchia, ma il desiderio di esprimere in modo completo il carisma dell’Istituto le spinse a chiedere al Comune se ci fosse bisogno di un opera a favore dei minori. Dopo un sondaggio sul territorio, risultò essere utile un Centro diurno a sostegno dei bambini e delle famiglie in difficoltà. Il 7 ottobre 2002, con 6 bambini, ebbe inizio l’attività che in questi anni è andata sempre più crescendo e affermandosi.  

Il desiderio di una casa stabile per la comunità religiosa e la necessità di offrire ambienti più idonei per svolgere l’opera di sostegno non solo ai minori ma anche di ampliare il servizio alle famiglie, ha spinto la Congregazione, specialmente attraverso lo zelo e il sacrificio delle Figlie del Divino Zelo presenti in Spagna e l’incoraggiamento ed il sostegno economico  della Pubblica Amministrazione, a costruire questa casa che con la sua ampiezza può offrire  un servizio più articolato alla cittadinanza.

L’inaugurazione del Centro Sociale in quest’anno in cui ricorre il 125° anniversario della fondazione delle Opere socioeducative, è il segno della volontà di voler continuare prendere a cuore le sorti “della gran messe delle future generazioni”, così come Padre Annibale soleva dire, di questa terra.

 Noi, Figlie del Divino Zelo, sulla scia del Fondatore, desideriamo sempre meglio esprimere il ministero dell’educazione e della formazione dei giovani, in particolare a sostegno dei piccoli più svantaggiati, in collaborazione con la Chiesa locale e con l’Amministrazione civica, per realizzare insieme il  miglioramento delle condizioni sociali, culturali e religiose dei giovani e delle famiglie. Sottolineo insieme perchè solo con tale collaborazione, ciascuno secondo le proprie competenze, si può realizzare una vita sociale più umana, una convivenza più pacifica con la prospettiva di un futuro migliore per tutti. 

 Sostenute dalla forza del Vangelo e da tale ricca tradizione educativa, le Figlie del Divino Zelo, insieme ai collaboratori laici che fanno parte dell’equipe educativa,  aiutate dalla vostra stima e col vostro sostegno, desiderano continuare a operare, secondo il progetto educativo dell’Istituto, puntando su una pedagogia che attraverso strutture di tipo familiare favorisca relazioni più personalizzate, dove c’è spazio per l’ascolto e la condivisione, presupposti essenziali per trasmettere i valori e abilitare il minore all’autonomia e a un inserimento sociale. 

Auguro che la ricorrenza del 125° anniversario e la nuova opera sociale  possa diffondere sempre più l’importanza del comando di Cristo Rogate, nella sua forma di preghiera e di carità, segno dell‘ amore  di Cristo che invita ancora oggi ciascuno di noi a chiedere e ad operare perché non manchino gli operai del vangelo: sacerdoti, consacrati, missionari, buoni genitori, educatori, catechisti, governanti… per le necessità della Chiesa e del mondo.

                                  

Madre M. Diodata Guerrera

Superiora generale

 

Burela, 1 settembre 2007

 

 
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