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Professione Perpetua - Suor M. Virony Arackal

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Roma, 3 settembre 2006

           Durante gli esercizi spirituali in preparazione alla mia Professione Perpetua, un giorno, mentre stavo in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, mi accorsi che la Bibbia davanti a me era aperta al passo del profeta Osea che dice: “Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore(2, 16; 21).

           All’inizio ho pensato che il brano era stato aperto a caso, ma nel corso della preghiera ho  capito che quella parola era stata preparata per me, perché tra Gesù e me si stava realizzando quanto essa diceva:  nella solitudine e nel silenzio mi attirava potentemente a Lui per appartenergli per sempre come Figlia del Divino Zelo.

Il giorno della mia Professione Perpetua, il Signore, infatti, mi ha voluto sola davanti all’altare, senza genitori e parenti, ma circondata dalle mie consorelle.

Quegli ultimi giorni sono stati per me il momento culminante, drammatico e nello stesso tempo decisivo. Ma non mi sono trascinata troppo in questa condizione perché, nella Sua grande bontà, il Signore Gesù mi ha fatto capire il vero significato della assenza dei miei... stavo per... sceglierLo definitivamente come mio Sposo.

Durante la celebrazione Eucaristica, avevo davanti ai miei occhi la sesta stazione della via crucis. Al posto della Veronica che asciugava il viso, c’ero io che stavo baciando la guancia di Gesù e chiedevo a Lui la grazia di seguirlo sulla via della croce.

Non mi sono interessata a tutto ciò che succedeva attorno a me, e non ho sentito minimamente nulla perché ero interamente concentrata sull’avvenimento che stava accadendo e che conserverò nel mio cuore come esperienza unica per tutta la mia vita.

Dopo la funzione ero piena di entusiasmo perché mi sentivo già legata a Gesù, mio Signore. Avevo la sensazione di avere nel cuore una realtà nuova che mi dava gioia, un legame nuovo che mi ha fatto sentire un tutt’uno con Lui.

La mia preghiera adesso è questa: “Il Tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, …… Dio della mia salvezza ( Salmo 27).

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Suor M. Virony Arackal, fdz

 
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