Giornata Missionaria F.D.Z.

Giornata Missionaria 2018

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Progetto Pro-Bolivia

 

PROGETTO PRO-BOLIVIA

Bairro Urkupiña – Sta Cruz de la Sierra

Bolivia

Geografia fisica

Geografia Umana, Società ...

Santa Cruz de la Sierra

GIORNATA MISSIONARIA F.D.Z. 2018

La presenza delle Figlie del Divino Zelo 

nel Bairro URKUPIÑA

Educazione e Formazione - MINORI

CENTRO MEDICO

PROMOZIONE DELLA DONNA

CASA MADRE DELLA MIES

Dai una mano anche tu . . .

 

 

Carissimi,

           è da diciassette anni che celebriamo la Giornata Missionaria Figlie del Divino Zelo e diamo grazie e lode al Signore per il continuo sostegno che tutti i progetti finora presentati hanno ricevuto. Il bene che si riesce a fare ritorna in copiose benedizioni su coloro che con generosità danno il loro contributo e sostegno.

          Per l’anno 2018 vi presentiamo il PROGETTO PRO-BOLIVIA – Bairro Urkupiña,Sta.Cruz de la Sierra. Dieci anni fa, nel 2008,  abbiamo già dedicato la Giornata Missionaria a favore della parte più debole del popolo boliviano. Gli anni passano e, nonostante i cambiamenti e il cosidetto “progresso”, i poveri sono sempre più poveri e le donne, i bambini e gli adolescenti, in particolare, sono sempre più emarginati.

          È vero che dappertutto ormai si sente la crisi economica, ma non dobbiamo permettere che ciò ci chiuda in noi stessi. Anzi, questo è un tempo favorevole per sentirsi più solidali con i fratelli più bisognosi di noi. Papa Francesco ci ricorda quale è la prerogativa evangelica e dice: “Il  Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé stessi per cercare il bene di tutti.”

         Contiamo ancora un’altra volta sulla vostra sensibilità e generosità per la realizzazione del progetto che proponiamo per questo anno.

         Maria SS.ma, Madre della nuova evangelizzazione, ci metta sotto il manto della sua protezione.    

 

Sr. M. Sheilah C. Gomez                                        

Responsabile  Settore Missionario FDZ


 

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BOLIVIA

È uno Stato dell'America meridionale, situato nel centro del subcontinente. Confina a nord e ad est con il Brasile, a sud con l'Argentina e il Paraguay e ad ovest con il Perù ed il Cile. Paese senza sbocchi sul mare, la Bolivia è il “Tibet” delle Americhe, il territorio più alto e isolato di tutte le repubbliche latino-americane. Nel 2010  ha stretto un accordo con il vicino Perù, grazie al quale ha ottenuto per 99 anni l'uso del porto di Ilo.

Vanta di esere il paese che meglio conserva la cultura tradizionale, con oltre il 50% della popolazione che ancora ne osserva i valori e le credenze. La Bolivia è uno dei paesi più poveri dell'America Latina, soprattutto per quanto riguarda la parte indios della popolazione. Ma i suoi paesaggi andini mozzafiato e i resti di misteriose antiche civiltà, la rendono la più ricca ed emozionante destinazione per i viaggiatori avventurosi ed indipendenti. Ciò nonostante ha un settore turistico ancora scarsamente sviluppato rispetto ad altre Nazioni del Sudamerica.    



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GEOGRAFIA FISICA

La Bolivia è divisa in tre grandi zone geografiche predominanti:

a) La zona andina che include i dipartimenti di La Paz, Oruro e Potosí, con il 28% del territorio e una altitudine superiore ai 3000 m a.m., è situata nella parte occidentale. È caratterizzata da un plateau delimitato da due catene montuose: la Cordillera Occidental prossima a quella Oriental.

 b) La zona sub-andina, include i dipartimenti di Cochabamba,  Tarija e Chuquisaca, con il 13% del territorio, noto come valli e con altitudine di 2500 m a.m.

c) La zona di terre basse (pianure) ha molta ricchezza di flora e fauna. Include i dipartimento di Santa Cruz de la Sierra, Beni e Pando, con il 59% del territorio nazionale. Questi bassopiani tropicali sono tributari del Rio delle Amazzoni e del Rio de la Plata. Questa enorme estensione di più di 700.000 km², è coperta da foreste tropicali pluviali, umide, monsoniche e secche. Inoltre, si trova qui, nella regione del Chaco, la foresta tropicale secca più estesa al mondo.

 



Idrografia

I principali fiumi boliviani scorrono nella parte nord-orientale del Paese ed appartengono per lo più al bacino del Rio delle Amazzoni, tramite il suo affluente Madeira. I maggiori sono il Mamoré (1.930 Km, con il Rio Grande), l'Itonomas (1.493 Km), il Guaporé (1.210 Km in totale, compreso il tratto brasiliano), che segna per un lungo tratto il confine col maggiore Paese sudamericano, il Beni (1.100 Km), il Madre de Dios (1.060 Km, compreso il tratto iniziale peruviano) ed il Pilcomayo (1.800 Km, incluso il tratto paraguayano ed argentino), l'unico fra questi a scorrere verso sud-est e facente parte del bacino del Río de la Plata. 

Nel territorio della Bolivia si trovano alcuni laghi piuttosto estesi, a partire dal Titicaca (8.372 Km² in totale, 3.334 Km² la parte boliviana), che sorge a ben 3.800 metri d'altezza ed è quindi uno dei laghi navigabili più alti del Mondo. Al suo interno sono presenti anche le uniche isole del Paese (che non ha sbocchi sul mare), di cui la maggiore è la Isla del Sol (14,3 Km²). Più a sud è presente inoltre il Lago de Poopó (1.000 Km²), bacino di tipo salino; diversi anche i laghi più o meno estesi nell'area pianeggiante nord-orientale.


Clima

Data la sua estensione in latitudine (13° circa) e la conformazione del territorio, la Bolivia ha un clima molto vario. Ciò permette un ampissimo spettro di specie coltivabili, sia tipiche di climi continentali e temperati, come la patata o l'avena, di climi mediterranei, come la vite e l'olivo, e climi tropicali, come il cacao e il banano.

Il clima varia molto secondo l’altezza.

  • Nell'altipiano andino propriamente detto le precipitazioni non superano i 500mm annui nella fascia umida del settore nord e la temperatura media annua è 5/10°C.

  • Il settore meridionale, detto anche delle valli e yungas, con una temperatura media di 15/25°C , è più secco e tendente alla formazione desertica.

  • La zona tropicale delle pianure ha una temperatura media di 30°C. La stagione delle pioggie è da dicembre a marzo.

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GEOGRAFIA UMANA

Demografia

Popolazione totale: 10.027.255 ab. (censimento del 2012);

                                11.090.520 ab. (stima 2017)

Densità: 9.13 ab./km2  (censimento del 2012)

La Bolivia è una nazione scarsamente popolata in rapporto alla sua superficie. Circa metà della popolazione vive nelle tre maggiori aree urbane del Paese, Santa Cruz de la Sierra, La Paz  e Cochabamba. L’insediamento si è andato diversificando: dai centri minerari (come Potosí e Oruro) e dai villaggi rurali, fino allo sviluppo di città amministrative (soprattutto La Paz) e commerciali (Santa Cruz de la Sierra, seconda città per popolazione grazie alla vicinanza a grandi campi petroliferi, Cochabamba, Sucre), che hanno cumulato, in epoca recente, anche funzioni industriali. 


Etnie

La popolazione boliviana è costituita per il 55% da Amerindi, il 30% da Meticci, il 15% da Creoli ed Europei. Gli Amerindi vivono specialmente nei dipartimenti occidentali, i Bianchi e i Meticci in quelli orientali dell’altopiano. Gli Amerindi sono rappresentati sull’altopiano da Quechua (30%) e Aymará (25%), relativamente acculturati al modello creolo. Sul versante orientale delle Ande e nel bassopiano forestale si incontrano, assai ridotti, numerosi gruppi di cultura amazzonica (Yuracare, Chimane, Mosetene, Tacana, Chacobo, Sirionó, Guarayu ecc.); nei più aridi distretti meridionali troviamo infine i Chiriguano e Chané e vari gruppi portatori della caratteristica economia predatrice del Chaco (Zamuco, Tsiracua ecc.). 

In realtà, in Bolivia esistono attorno a 40 gruppi etnici, la maggior parte ignorati da dati statistici. Inoltre il processo di meticciato è stato continuo dal tempo della conquista spagnola e per questo, una chiara ed inequivocabile definizione etnica, non può esser determinata facilmente. 


Emigrazione

Negli ultimi anni la Bolivia è divenuta una terra di emigranti. Inizialmente le mete principali dell'emigrazione boliviana erano i paesi vicini, principalmente Brasile e Argentina (dove si creda vivano due milioni di boliviani, tra immigrati e discendenti) e dove essa ha assunto caratteri illegali ed ha provocato tendenze xenofobe. Dalla crisi economica della fine degli anni novanta, e con il progressivo estremo restringimento all'emigrazione negli Stati Uniti, la migrazione boliviana ha assunto caratteri di esodo massiccio verso l'Europa, principalmente Spagna e Italia, che hanno portato l'Unione europea all'istituzione del visto d'entrata per i cittadini boliviani, dal quale erano esenti  fino all'aprile del 2007. 


Religione

La maggior parte della popolazione è cattolica (78%) mentre i protestanti ed evangelici sono il 16%. All'incirca il 3% aderisce ad altri movimenti cristiani, molto popolari nei quartieri periferici delle città. Si stanno riproponendo con forza anche gruppi che fanno riferimento a rituali religiosi ancestrali preispanici.

La Chiesa cattolica ha in Bolivia 4 arcidiocesi, 7 diocesi, 2 prelature territoriali e 5 vicariati apostolici. Tra i più importanti avvenimenti religiosi degli ultimi decenni, si possono menzionare la visita di papa Giovanni Paolo II nel 1988, quella di papa Francesco durante la sua visita pan-sudamericana nel luglio 2015, e la nomina a cardinale, il primo boliviano, di monsignor Terrazas, arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra. 


Lingue 

Tra le lingue parlate in Bolivia ci sono lo spagnolo, il portoghese, l'inglese, il quechua, l'aymara e il guaraní. Oltre alle lingue parlate, vi è anche la lingua dei segni boliviana. 


Ordinamento dello Stato 

La BOLIVIA è costitutita come Stato plurinazionale dal 2009. É strutturata politicamente e amministrativamente in 9 dipartimenti (departamentos). Ogni dipartimento si divide in province per un totale di 112 su tutto il territorio nazionale. A sua volta ogni provincia si divide in comuni, attualmente sono presenti 348 comuni. A sua volta ogni comune si divide in cantoni, attualmente sono presenti 989 cantoni. A sua volta ogni cantone si divide in vice-cantoni, attulamente ce ne sono 2998.  


Politica 

La Bolivia è una repubblica democratica in cui il presidente è capo di Stato, capo del governo e capo di un sistema multi-partitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è esercitato sia dal governo sia dalle due camere del parlamento. La magistratura e il ramo elettorale sono indipendenti dal potere esecutivo e legislativo.

L’attuale presidente della Bolivia è  Evo Morales (foto a destra), 58 anni, ex leader sindacale dei coltivatori di coca. È il primo presidente indigeno della Bolivia, eletto nel 2006. Da allora il suo Movimiento al Socialismo (Mas) guida il Paese. È stato riconfermato per un terzo mandato alle consultazioni del 2014, mentre al referendum tenutosi nel febbraio 2016 il 51,3% del Paese ha espresso parere negativo alla proposta di riforma costituzionale che gli avrebbe permesso di ricandidarsi per la quarta volta alle presidenziali del 2019. Ciò nonostante, il 28 novembre 2017, il Tribunale costituzionale ha autorizzato l'uomo politico a concorrere per un quarto mandato, a dispetto del dettato costituzionale. Diverse manifestazioni, represse dalle forze dell’ordine, si sono svolte a La Paz e a Sta. Cruz della Sierra. La situazione è tuttora tesa in Bolivia.  

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ECONOMIA E SOCIETÀ

La Bolivia negli anni '80 aveva un'economia impostata sul libero mercato che inasprì le tasse e contestualmente annullò i diritti dei lavoratori, congelandone i salari. Si diffusero malessere e povertà e inoltre, con la svendità delle aziende statali, la situazione divenne ancor più drammatica per l'aumento della disoccupazione. Tuttora, questa nazione è uno dei paesi più poveri del continente Latino-Americano, con un alto indice di disoccupazione. Ma è sul piano sociale che si evidenziano le maggiori difficoltà, dovute a disparità e discrimazioni. A tal fine il governo di Morales sta promuvendo un programma per individuare le situazioni di lavoro forzato e riduzione in schiavitù delle popolazioni indigene boliviane e sta attuando anche una politica di sostegno economico per le fasce più deboli (specie in favore dei coltivatori di coca messi in crisi dalle politiche restrittive degli ultimi anni).

Il settore sanitario risulta arretrato e con un alto tasso di mortalità infantile e materna. I costi delle cure e la scarsità di medici e strutture, oltre alla morfologia del territorio, limitano moltissimo l’accesso ai servizi sanitari per le popolazioni rurali. Gli aventi diritto a questo sistema devono comunque, nella maggior parte dei casi, pagare tutte le medicine, anche durante il ricovero ospedaliero. Non esistono medici curanti convenzionati e le visite vengono effettuale solo all'interno delle strutture sanitarie pubbliche.

L’obbligo scolastico in Bolivia è fino a 14 anni ma c’è però un’alta percentuale di abbandono scolastico. A causa della mancanza di risorse, è stimato che più di 500 mila adolescenti non frequentano la scuola, quindi il 35% di essi sono analfabeti anche se statisticamente è dichiarato che il  tasso di alfabetizzazione è del 96,6%.

A causa di questi gravi problemi ed altri ancora, numerose persone emigrano in Spagna, Argentina e altri paesi  in cerca di lavoro, causando così un crescente problema familiare.


Settore primario


Il prodotto agricolo più redditizio della Bolivia continua ad essere la coca, di cui la Bolivia è attualmente il terzo più grande coltivatore al mondo (dopo Colombia e Perù). Il governo boliviano, in risposta alle pressioni internazionali, ha lavorato per limitare la coltivazione di coca per l'utilizzo di produzione di cocaina. Tuttavia, gli sforzi di eradicazione sono stati ostacolati dalla mancanza di una coltura di sostituzione adatta per le comunità rurali che hanno coltivato coca per generazioni. Altre principali esportazioni agricole della Bolivia sono: soia, cotone, caffè, canna da zucchero. Per il consumo domestico si coltivano mais, grano e patate. Nonostante le sue vaste foreste, la Bolivia ha un'industria del legname non molto sviluppata. 


Settore secondario

I principali prodotti industriali in Bolivia includono prodotti tessili, abbigliamento, beni di consumo non durevoli, soia trasformata, metalli e petrolio raffinato. La lavorazione dei prodotti alimentari (specialmente soia e i suoi derivati), bevande e tabacco sono il settore più importante dell’industria.

Le più grandi fabbriche di soia, semi di girasole, cotone e zucchero di canna, si trovano principalmente a Santa Cruz, anche se grandi raffinerie di olio commestibile operano in Cochabamba. Tutte le grandi città hanno almeno una fabbrica di birra, uno o più fabbriche di imbottigliamento, e uno o più impianti di confezionamento per i prodotti alimentari in scatola. L'industria tessile è stato il settore manifatturiero più grande dopo l'industria alimentare ma recentemente l'industria del cotone e lana ha avuto un declino a scapito delle fibre sintetiche. La più grande concentrazione di stabilimenti tessili si trovano a La Paz ma anche a Santa Cruz e Cochabamba e in misura minore a Oruro. E’ in forte crescita la produzione di gas naturale mentre è calata quella petrolifera.


Settore terziario

Il settore dei servizi in Bolivia rimane ancora da sviluppare. Le banche  hanno sofferto a lungo la corruzione e una regolamentazione debole, tuttavia, è in graduale miglioramento tramite una serie di riforme avviate dalla legge bancaria del 1993.

L'industria turistica è in forte ascesa. La Bolivia ha molte attrazioni turistiche naturali e artificiali. Le Ande, che attraversano la Bolivia, sono la catena montuosa più alta al di fuori dell'Asia e la catena montuosa più lunga in tutto il mondo. La Paz è la più alta sede del governo, a 3.660 metri (12.010 piedi). Il lago Titicaca è uno dei laghi più alti commercialmente  navigabili del  mondo, dove vive il popolo Uros, un popolo pre-Inca che abita sulle isole artificiali galleggianti sul lago stesso. La civiltà Inca e altre civiltà lasciarono rovine che ancora esistono nel 21°secolo, tra cui il Tempio di Kalasasaya. Yungas Road, è una delle strade più pericolose del mondo, che attira ogni anno migliaia di ciclisti. La città di Potosí è un patrimonio mondiale dell'UNESCO ed ha il primato di essere la città più alta del mondo a 4.090 metri (13.420 ft). Essa è anche sede di miniere d'argento che producevano ricchezze favolose per la monarchia spagnola. Altre attrazioni sono il Salar de Uyuni e il Parco Nazionale Madidi, che contiene il bacino del Rio delle Amazzoni.

In forte crescita anche il settore delle telecomunicazioni, con l’aumento delle linee telefoniche, il boom della telefonia cellulare e il diffondersi della linea internet.


AMBIENTE

Il 22,5% del territorio è total-mente/parzialmente protetto.

L'attività  umana  ha  avuto  e continua  ad  avere  un grosso impatto sugli ecosistemi natu- rali della Bolivia. In epoca storica gli isolati boschi delle Ande, composti principalmente da una specie sempreverde del genere Polylepis (localmente nota come queñua) vennero quasi  totalmente  distrutti  per usi civili (legna e costruzione). 

Nelle aree tropicali gli ambienti naturali si sono conservati quasi intatti fino alla metà del XX secolo. Durante l'auge dello sfruttamento della gomma, nelle foreste del nord della Bolivia, negli attuali dipartimenti di Beni e Pando, tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, si ebbero localmente effetti negativi sulla fauna che però si ristabilì una volta cessato il boom economico dell'estrazione.

 

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SANTA CRUZ DE LA SIERRA

 

Chiamata anche semplicemente Santa Cruz è un comune (municipio in spagnolo) della Bolivia.  Essa è suddivisa in 4 cantoni: Santa Cruz de la Sierra, Montero Hoyos, Palmar del Oratorio e Paurito.

Santa Cruz, un tempo rifugio di personaggi legati al nazismo e di chiunque avesse intenzione di far perdere le proprie tracce, è oggi un centro in pieno sviluppo, grazie ai proventi di un'agricoltura basata su piantagioni tropicali che sorgono là dove, in anni nemmeno tanto lontani, stavano fitte e impenetrabili foreste. Santa Cruz ha attratto dal resto del paese e da quelli confinanti molta manovalanza in cerca di impiego e anche stranieri facoltosi a caccia di affari più o meno chiari. Brasiliani soprattutto ma anche Italiani, Tedeschi, Libanesi, Serbi. A questi si sono aggiunti Cinesi e Giapponesi, come testimoniano i numerosi ristoranti asiatici sparsi per la città. Fino agli inizi del XXI secolo la città aveva fama di essere un centro internazionale del contrabbando di cocaina ma anche di altre droghe ricavate dal papavero da oppio che non cresce in sud-America ma in alcuni paesi asiatici quali l'Afghanistan, la Birmania, il Laos.

 

Storia 

La città fu fondata dal capitano Ñuflo de Chaves il 26 febbraio 1561, che la chiamò Santa Cruz de la Sierra in onore della sua città natale in Spagna. L'insediamento originario della città era a circa 220 km ad est rispetto alla posizione attuale. Nel 1592 dopo lotte con gli indigeni, la città fu spostata alla posizione attuale sulle rive del fiume Piraí. Alcuni resti dell'iniziale insediamento possono essere visitati nella località di Santa Cruz la Vieja (Vecchia Santa Cruz) nei pressi di San José de Chiquitos, che a sua volta fu fondata nel 1692 come missione dei Gesuiti. Nei secoli successivi Santa Cruz accolse diverse comunità di Gesuiti, che fondarono  decine di missioni e che sono la spiegazione alle forti connotazioni religiose presenti tutt’oggi nel capoluogo boliviano.

 


Territorio

Santa Cruz è situata nella parte orientale del paese e giace su un territorio completamente piatto, alle falde della Sierra.  Ciò la rende molto diversa dalla maggior parte delle altre città boliviane, tutte situate sulle Ande.          

                                     

Clima

La città, posta a quasi 400 m. d'altitudine, gode di un clima tropicale.  Essendo situata al di sotto dell'equatore, le stagioni sono invertite rispetto all'emisfero settentrionale. Mentre a luglio-agosto, le città dell'altopiano battono i denti dal freddo, gli abitanti di Santa Cruz vanno in maniche corte per difendersi dall'afa. La temperatura media annuale è di circa 24 °C. Durante l'inverno australe (21 giugno-20 settembre) la temperatura può abbassarsi repentinamente, nel giro di poche ore, anche di 15-20 °C a causa di un vento patagonico localmente noto come surazo. In linea massima, d'inverno il termometro è gradevolmente attestato tra gli 8° e i 29° mentre d'estate (21 dicembre-20 marzo) le temperature medie salgono di una decina di gradi e più e con esse anche il tasso di umidità. Le precipitazioni piovose sono frequenti soprattutto nei mesi di gennaio-febbraio.

 

Urbanizzazione e Crescità Economica

La città è il nuovo centro economico della Bolivia. Nonostante abbia ancora notevoli carenze infrastrutturali, gode di ampi settori con moderni servizi pubblici, di telecomunicazione, hotel e banche. Buona parte delle principali imprese straniere presenti in Bolivia hanno la loro sede nazionale a Santa Cruz. In considerazione del suo clima  tropicale e  della terra fertile, il governo ha installato, in una delle sue aree, il “maggior parco industriale del paese” (zona industriale) con grandi industrie e cooperative  agricole, fornendo tutta Santa Cruz e favorendo l’esportazione negli altri paesi.

Isolata per secoli dalle Ande e considerata subalterna alle città andine, Santa Cruz ha iniziato negli ultimi anni, sulla spinta della crescita economica, un processo di autonomia. Il primo passo, alla fine del 2005, è l'elezione diretta, democratica del prefetto, la massima autorità politica dipartimentale in Bolivia, anteriormente nominato direttamente dal presidente della repubblica.

Santa Cruz è collegata tramite ferrovia con Argentina e Brasile e con le zone andine e le città di Cochabamba e La Paz, tramite strade costruite ed asfaltate solo negli ultimi anni. Nella città c'è anche l'Aeroporto Internazionale di Viru Viru, il principale della Bolivia, grazie al quale è cresciuta l’affluenza dei turisti.

Dal punto di vista urbanistico la città è divisa in settori concentrici chiamati anelli.  È  particolarmente estesa per la quasi assenza di edifici a più piani (apparsi solo negli ultimi anni). Da nord a sud misura più di 17 km e da est a ovest circa 15.

Già dalla metà degli anni ’90, Santa Cruz è la città più popolosa della Bolivia e nel 2009 ha superato la stessa capitale per numero di abitanti. Oggi la popolazione conta più di tre milione di persone, andando a disegnare la classica metropoli sudamericana, prospera e ricca di fascino da un lato, caotica e congestionata dal traffico dall’altro. Rispetto al resto dello stato, dove l’agricoltura ed i centri rurali la fanno ancora da padroni, la città si presenta decisamente all’avanguardia, economicamente, coi traffici commerciali di materie prime e di manufatti ultimati con Brasile ed Argentina.

Sotto il profilo delle infrastrutture e dei servizi pubblici, ancora non è all’altezza dei modelli occidentali più completi, ma comunque avanti anni luce rispetto al mulo o al lama che tutt’ora vengono usati per spostarsi nei comuni andini poco distanti.

Santa Cruz, capitale della provincia omonima, è la più grande e la più ricca di tutta la Bolivia, ma anche la più carica di problemi e tensioni sociali. Il suo sviluppo così rapido ha comportato numerosi problemi nel tessuto sociale e nella gestione dell’insieme dei servizi. L’infanzia abbandonata o in difficoltà è uno dei più evidenti.


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GIORNATA MISSIONARIA FIGLIE DEL DIVINO ZELO 2018
PROGETTI  PRO – BOLIVIA

BARRIO URKUPIÑA – SANTA CRUZ DE LA SIERRA




SANTA CRUZ DE LA SIERRA con più di 3.078.000 abitanti, è lo stato più popolato del paese. Negli ultimi anni a pari passo con il progresso economico c’è stato un grande accrescimento demografico, diventando lo stato con la maggior quantità di poveri del paese. In questo stato emigra un numero elevato di persone provenienti da altri stati in cerca di opportunità di lavoro, di progresso e di sviluppo.

La maggioranza, a causa del basso livello di educazione e mancanza di formazione professionale non possono ottenere lavoro qualificato e la possibilità di lavoro diminuisce, iniziando in questo modo attività per conto proprio, che normalmente sono di poca produttività e causando situazioni di povertà e marginalità.


PLAN 3000:  Una delle grandi periferie di Santa Cruz de la Sierra è “Plan 3000”, che fu causa di una grande catastrofe: nel 1983 il fiume più grande, il “Pirai” distrusse ovunque passò, levando case e causando morte e dispersione per tante  persone.

In questa tragedia, la Chiesa si è unita al Governo, pianificando l’insediamento di 3000 famiglie in un’altra periferia, a breve termine. Questa zona, periferica e marginale è “Plan 3000” che oggi ha più di 350.000 abitanti. Si suddivide in 143 quartieri, con un alto indice di immigrazione, e uno di essi è il “Bairro Urkupiña”.

BAIRRO URKUPIÑA: Completato in 31 anni, conta attualmente più di 24.000 abitanti. L’indice di sviluppo umano è dei più bassi di tutta le città di Santa Cruz. Il 60% di coloro che vivono nel Bairro Urkupiña, vivono nella povertà mentre l’altro 40 % è nella miseria.

Il Bairro, tuttora, ha poche strade asfaltate e quando piove è impossibile transitare a causa del fango prodotto dall’acqua accumulata. I forti venti trasportano la sporcizia sulla strada e rendono difficoltosa la vita degli abitanti. Non esiste alcuna igiene di base, il drenaggio è fatto sulla strada e manca ancora l’illuminazione pubblica in molte strade del quartiere. Questi fattori sono causa del dilagare di varie malattie ed altri inconvenienti a scapito delle persone che ivi abitano o transitano.

SETTORE EDUCATIVO: Nel settore educativo, le infrastrutture sono  insufficienti e vi è un sistema scolastico precario. C’è un grande abbandono scolastico, a causa anche della mancanza di motivazione dei professori, la mancanza di curricula adattata alla regione, mancanza di biblioteche...

Molte scuole sono state realizzate con la collaborazione di progetti particolari.

É frequente l’abbandono scolastico e la formazione di bande che cadono nella delinquenza  e  nella  droga.  Inoltre,  la  mancanza  di  orientamento  familiare  ed  educativo, causa un alto  indice di adolescenti in gravidanza, che devono abbandonare gli studi per assumersi la cura del neonato o decidere per un aborto illegale, causando seri problemi... difficili da essere trattati.

Questo Bairro è pluriculturale, le 3000 famiglie originariamente previste sono aumentate e il numero continua a crescere, anche dovuto al fatto di migrazione di persone dall’interno del proprio stato. Con questa mutazione, in molti casi, vi è l’abbandono del proprio modo di vivere, di pratiche, valori e tradizioni, dinanzi ad una realtà che li mette a confronto e destando instabilità riguardo il loro senso di appartenenza e rendendoli più vulnerabili. Per i primi migranti, la propria cultura e identità, ha oscillato tra il mantenere le proprie radici e al medesimo tempo impegnarsi in una realtà urbana diversificata. Per le nuove generazioni, di coloro che sono nati qui, l’atteggiamento è diverso. Occultano le proprie radici, adottano nuovi modi di vestire, nuova lingua, dimenticando quasi totalmente i propri  costumi primordiali. 

SETTORE SALUTE: Esistono centri sanitari per la cura in generale, ma non sono sufficienti  per sopperire ai bisogni della gente. Per poter prendere un numero le file sono lunghe e il più delle volte, quando finalmente arriva il turno della persona, o non si trova il medico oppure se è presente è già stanco per dare il servizio necessario. Quest’ultimo infatti ha già fatto troppi servizi in altri centri, offrendo così un’attenzione precaria alla persona. I poveri sono i più colpiti, perchè sono quelli che questionano di meno e sono anche i più emarginati. Gli ospedali sono sempre sovraffollati e l’attesa è lunga per la cura. I poveri sono sempre poveri, per entrare in un ospedale buono si deve pagare e si sa, il povero non ha il denaro disponibile per la salute.

SETTORE FAMIGLIA: La statistica mostra un alto indice di violenza familiare. I bambini nati da unioni con comportamenti aggressivi sono abbandonati dai genitori. La maggior parte delle volte il padre non risponde per i figli e obbliga la madre ad assumersi tutto il peso per sostenere i propri figli. Così madri e figli soffrono una vita di carenze emotive e materiali. Manca l’educazione, l’alfabetizzazione e la professionalizzazione della donna, perchè possa entrare nel mondo del lavoro.

Esiste la cultura del maltrattamento, i genitori stessi sono stati educati per mezzo della violenza, che dà il non riconoscimento dei “diritti dei bambini” e la sopraffazione del medesimo e dei suoi “compagni”. L’intolleranza e irresponsabilità dei genitori genera maggiori indici di violenza, abbandono delle donne in gravidanza e dei bambini, problemi comportamentali dei bambini e degli adolescenti.

Le condizioni di vita nelle abitazioni sono indegne per l’essere umano. Il più delle volte in 16 metri quadrati vivono famiglie di 6/8 persone. I figli convivono con i genitori nella medesima stanza dove c’è tutto quello che possiedono e lì fanno tutto.

Il bagno è unico per tutti, alcuni hanno docce, altri utilizzano piccoli recipienti di plastica e di latta per trasportare l’acqua. In molte case hanno solo un rubinetto, fuori dalla casa, per la pulizia personale. Per fare i propri bisogni molti utilizzano la strada, a volte recintata da qualche materiale come plastica o altro.  

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PRESENZA DELLE FIGLIE DEL DIVINO ZELO

NEL BAIRRO URKUPIÑA


Le Figlie del Divino Zelo operano da più di venti anni, a favore dei più bisognosi in Santa Cruz de la Sierra e più precisamente nel Bairro Urkupiña. Svolgono il servizio nella Chiesa, tra l’altro, guidando la liturgia della pastorale e dei movimenti religiosi esistenti. Tenendo in conto le varie situazioni di bisogno, particolari attenzioni sono rivolte alle famiglie, agli adolescenti, ai giovani, agli adulti e agli anziani che sono mancanti di qualsiasi tipo di aiuto. Per attuare la realizzazione dei vari obiettivi della missione con i popoli boliviano sono stati concepiti vari progetti e ne presentiamo quattro per la GIORNATA MISSIONARIA FIGLIE DEL DIVINO ZELO 2018 in seguito elencati:  

 

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  1)  PROGETTO “CENTRO MADRE M. NAZARENA”


        Educazione e formazione dei minori


 


Dal 2009 abbiamo iniziato il Progetto Centro Madre Nazarena (CMN) con l’obiettivo di migliorare le condizioni di apprendimento dei bambini più poveri, accompagnandoli e appoggiandoli, applicando forme, sistemi e strumenti che sviluppino tutte le loro capacità e potenzialità, permettendogli quindi di lasciare il circolo della povertà e marginalizzazione in cui si trovano.


Per soddisfare le esigenze dei bambini con apprendimento più lento organizziamo classi di appoggio scolastico dal lunedì al venerdì, perchè migliorino il livello di apprendimento, insegnandogli principalmente i valori: spirituali, morali, sociali e familiari, oggi, purtroppo, dimenticati da molti o neanchè appresi. Per i genitori promuoviamo incontri formativi in modo che abbiano una base solida per poter accompagnare nel miglior modo possibile i propri figli, dando loro garanzia per un futuro migliore.


Attualmente il Centro Madre Nazarena (CMN) provvede ad aiutare circa 65 bambini bisognosi. Il centro ha due personale esterne stipendiate perché anche esse hanno bisogno di sostenenere le proprie famiglie: un’insegnante per il dopo scuola e una per l’informatica. Per servire alle necessità dei bambini, sono, inoltre, indispensabili i materiali scolastici, ludici e didattici. La finalità del Progetto è trovare i mezzi sussidiari per  sopperire alle varie necessità e per qualificare meglio il servizio ai minori.&n