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2 nuove aperture in India

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A Gwalior e Trivandrum

Da Avignone a ...

Sabato 15 giugno 2013 alla stazione di Gwalior, la gente guarda stupita tre giovani suore che scendono dal treno, proveniente da Cochin (Kerala). Molte persone si prestano per portare i bagagli per i quali chiederanno poi una ricompensa in denaro.

Suor M. Ginsy, Suor Rose Mary e Suor M. Savithà hanno il viso stanco per i due giorni e le due notti trascorsi in treno, ma gli occhi brillano di una luce bella, perché il cuore scopia di gioia: la missione che hanno sempre sognata è lì, in quella terra del Centro dell’India, tra quella messe bisognosa di amore e, soprattutto, di Dio.

Il Vescovo della Diocesi, Mons. Joseph Kaithathara ci invita a restare per riposarci e visitare anche la città di Gwalior. Ci troviamo nello stato del Madhya Pradesh e la città di Gwalior, sede della Diocesi, è bella e antica ed ha una posizione strategica.

Domenica, 16 luglio facciamo il nostro ingresso nella Parrocchia “Little Flower” in Badarwas, il paese dove risiederemo: la gente ci accoglie con canti e danze e nello stile indù purifichiamo le mani e veniamo segnati con il tilak, un punto di color rosso applicato al centro della fronte.

All’Omelia, il Vescovo ci dà il benvenuto e al popolo di Dio dice che saremo annunciatrici dell’amore compassionevole del Signore, attraverso l’insegnamento nella scuola e la preghiera e l’azione per le vocazioni.

Tutto è pronto: i locali sono ben preparati e arredati. La Cappella ci accoglie nell’abbraccio riposante di Gesù Eucaristia, che come sempre, “si degna di venire ad abitare in mezzo a noi”.

La zona in cui operiamo è a maggioranza indù: sperimenteremo così molto bene l’aspetto ecumenico del nostro Carisma. La compassione di Gesù per la messe ci fa essere totalmente disponibili per la messe. Ciò richiede a noi di essere con la messe, di essere presente per gli altri: questo è il mistero dell’amore di noi FDZ, che seguiamo il Cristo, Divino Operaio del Padre. L’essere presente per la messe ci rende difensori di ogni persona, delle storie che nessuno difende, mentre noi li portiamo a Dio sulle nostre mani oranti e li aiutiamo con le nostre mani operanti. Quindi, noi chiederemo al Padrone della messe i buoni operai, anche indù.

Vivremo tra gente semplice e buona e ci renderemo conto di quanto bisogno c’è di operai evangelici per questa messe “stanca e dispersa”.

Lo sguardo di Gesù sulla messe ci accompagni perché il nostro annuncio e la nostra azione di evangelizzazione siano ricche di compassione.

Attraverso le stesse parole, delle tre Sorelle scopriamo con quali sentimenti hanno vissuto il loro essere chiamate alla missione.

 

 

 

Il 15 agosto 2013, tre consorelle di nazionalità indiana hanno aperto una nuova presenza dell’Istituto nel Sud del Kerala, a Trivandrum.

Suor M. Leena, Suor M. Jain e Suor M. Sincy hanno dato la loro disponibilità per servire la parrocchia di st. Antony nell’apostolato pastorale delle famiglie e della catechesi e nell’insegnamento in una scuola diocesana.

Facciamo tanti auguri alle consorelle perché il “Vessillo del Rogate” attraverso la loro dedizione, possa essere portato ovunque e generare nuovi apostoli per la messe che attende santi operai.

 

 

 
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