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Santa Messa in onore a Sant'Annibale M.

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nella Basilica di San Pietro

 

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L'omelia del cardinale Tarcisio Bertone durante la messa per la famiglia religiosa fondata dall'apostolo del Rogate

L'esemplarità di un servizio autenticamente evangelico  

La spiritualità, ma soprattutto la santità di Annibale Maria Di Francia è l'eredità di cui sono ricchi i suoi figli spirituali, i padri Rogazionisti del Cuore di Gesù, al pari delle sua figlie spirituali, le Figlie del Divino Zelo, chiamati oggi a perpetuare la testimonianza del santo del rogate tra i più bisognosi nel corpo e nello spirito. Lo ha ricordato il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, nell'omelia della messa celebrata mercoledì mattina, 7 luglio, nella basilica di San Pietro, per i partecipanti al capitolo generale dei due ordini religiosi. La messa, come ha ricordato il cardinale proprio all'inizio della sua omelia, è stata celebrata subito dopo l'incontro con il Papa per la benedizione della statua di sant'Annibale Di Francia, collocata in una delle grandi nicchie esterne della basilica Vaticana. "Questo momento di preghiera comunitaria e liturgica - ha esordito il porporato - vuole essere soprattutto un corale rendimento di grazie,  cioè  una  sentita  Eucaristia, per il dono che sant'Annibale Maria Di Francia rappresenta per tutta la Chiesa". 
Dopo aver brevemente riproposto il cammino del santo fondatore, ha ricordato come dal 7 ottobre 1990, giorno della sua beatificazione, e ancor più dal 16 maggio 2004, giorno glorioso della sua canonizzazione, la data della morte di questo esemplare e santo sacerdote abbia assunto una particolare solennità, specialmente in tutti gli Istituti dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo che "circondati da tanti amici e devoti, ne celebrano la memoria liturgica".
Il cardinale ha poi ricordato "la scena affascinante di piazza San Pietro, quando il venerabile Giovanni Paolo II iscrisse nell'albo dei santi questa grande figura di sacerdote di Cristo. Il Papa allora disse testualmente:  "Annibale Maria Di Francia, che l'amore per il Signore spinse a dedicare l'intera esistenza al bene spirituale del prossimo. In questa prospettiva egli avvertì soprattutto l'urgenza di realizzare il comando evangelico:  Rogate ergo... Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!"".
In quella stessa circostanza il Papa evocò una celebre frase del fondatore, riferita all'impegno apostolico vocazionale:  "Innamoratevi di Gesù Cristo". "Con queste parole - ha sottolineato il segretario di Stato - sant'Annibale Maria Di Francia voleva evidentemente richiamare il dovere di ogni cristiano di conformarsi a Gesù, di aderire alla sua persona e di tendere alla santità:  sta qui infatti l'anima di ogni apostolato.
"Mi ha sempre impressionato - ha commentato il porporato - lo spirito di preghiera di questo ministro di Dio, la sua austerità, la sua anima sacerdotale. Negli anni della mia formazione salesiana ho imparato a conoscere l'insigne figura di questo santo, la cui vita si è intrecciata con quella di don Bosco, in un fervido e cordiale scambio di consigli e di aiuti. Si racconta che padre Annibale fu presente a Torino per la celebrazione del cinquantesimo di sacerdozio di don Bosco. Oggi noi condividiamo la gioia di essere figli e figlie di questi due santi animati da straordinario zelo apostolico e protesi a realizzare nella Chiesa l'opera loro ispirata dal Signore".
Effettivamente padre Annibale, ha ricordato ancora il cardinale Bertone, era convinto che l'efficacia dell'azione proviene dall'unione orante con Dio. Aveva intuito come, per portare a compimento l'ardua missione di essere messaggeri del Vangelo in ogni ambito, specialmente accanto ai poveri e ai "piccoli", fosse necessario anzitutto mantenere una costante comunione con Gesù, contemplandone incessantemente il volto nella preghiera,
per servirlo poi con ogni energia nei fratelli.
"In un'epoca come la nostra - ha aggiunto - segnata da una preoccupante cultura del vuoto e del non senso, il luminoso esempio e la limpida testimonianza di sant'Annibale Maria Di Francia costituiscono un invito rivolto alla Chiesa, e soprattutto ai membri delle famiglie religiose da lui fondate, ad annunciare senza compromessi il primato di Dio. Il vostro fondatore ci ricorda che presupposto di ogni impegno apostolico e antidoto di ogni pericolosa frammentazione interiore è la santità personale, in docile ascolto dello Spirito, che libera e trasforma il cuore". Sin da giovane il santo ebbe questa consapevolezza, nutrita alla scuola dell'adorazione eucaristica e dell'interiorità.
"Figlie e Figli spirituali di sant'Annibale Maria Di Francia - ha detto il cardinale rivolgendosi ai capitolari - la santità costituisce il vostro compito essenziale e prioritario:  non dimenticatelo! Essa è il migliore apporto che possiate offrire all'apostolato rogazionista e alla nuova evangelizzazione, come pure la garanzia di un servizio autenticamente evangelico in favore dei più bisognosi nel corpo e nello spirito.
Un aspetto peculiare della vita, dell'intensa attività apostolica e della santità del vostro fondatore fu l'accoglienza gioiosa della volontà di Dio. Fu anche grazie a questo suo atteggiamento di piena adesione al divino volere che padre Annibale seppe interpretare in modo adeguato i segni dei tempi, cogliendo gli appelli dell'umanità bisognosa di speranza e di salvezza. Poté così andare incontro alle esigenze della gente, anche quando la sequela di Cristo comportava ostacoli e difficoltà, ed anche apparenti fallimenti.
"Nell'odierna pagina evangelica, viene presentata la compassione di Gesù verso le folle stanche e sfinite come pecore senza pastore (cfr. Matteo, 9, 36). Ad imitazione del divino Maestro, sant'Annibale si è dedicato ad una vasta gamma di opere apostoliche e, con la vita e l'insegnamento, ha tracciato le linee per l'attuale sviluppo della sua Famiglia religiosa:  centri di spiritualità vocazionale e di diffusione della preghiera per le vocazioni, scuole di ogni ordine e grado, collegi, istituti per portatori di handicap, case-famiglia per minori, per madri in difficoltà, per persone anziane, centri sociali per l'accoglienza e la promozione di poveri ed emarginati, centri nutrizionali e per la cura della salute, missioni, parrocchie e santuari".
"Siano sempre davanti a voi - ha aggiunto avviandosi alla conclusione - gli esempi e le consegne di questo insigne uomo di vita interiore e di santità, costantemente proteso alla ricerca di nuove vie per portare l'annuncio evangelico agli uomini del suo tempo. Percorrendo i vari momenti della sua vita, ci si rende conto di quanto egli avesse fatto suo l'assillo apostolico di Paolo, che abbiamo ascoltato nella seconda lettura:  "Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (1 Corinti, 9, 16). Sant'Annibale seppe inoltre coniugare preghiera per le vocazioni e testimonianza della carità verso gli ultimi, con un amore senza riserve verso le persone più bisognose di aiuto materiale e spirituale.
"Cari Padri Rogazionisti e care Figlie del Divino Zelo, la celebrazione del Capitolo Generale, che iniziate proprio in questi giorni, costituisce un evento particolarmente significativo nella vita delle vostre Congregazioni. Al riguardo, desidero formulare un cordiale auspicio con le parole del profeta Isaia "Guardate alla roccia da cui siete stati tagliati" (Isaia, 51, 1). L'originale spiritualità del vostro Fondatore, caratterizzata da un forte cristocentrismo espresso e vissuto nell'amore-contemplazione del Crocifisso e dell'Eucaristia, sia il vostro programma. Esso vi chiama a vivere a fondo la scelta radicale delle Beatitudini, imparando alla scuola di Gesù, come la Vergine Maria, ad ascoltare e a mettere in pratica l'esigente messaggio del Vangelo".
"La memoria di sant'Annibale Maria Di Francia, autentico anticipatore della moderna pastorale vocazionale, susciti in tutti noi - è stata l'invocazione finale - una rinnovata e ancora più pressante invocazione al Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Quanto c'è bisogno di giovani che, accogliendo la chiamata del Signore, pongano generosamente la loro vita al servizio del Vangelo e dei fratelli! Il Santo del "rogate" possa essere sempre più per i pastori, vescovi e presbiteri, come pure per le persone consacrate, una testimonianza viva e un valido intercessore, perché il Signore continui a benedire la sua Chiesa, soprattutto con il dono di vocazioni sacerdotali e religiose".


(©L'Osservatore Romano - 8 luglio 2010

 
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